Studio Specialistico di Gastroenterologia - Dott. Francesco Quatraro - Gastroenterologo ed Endoscopista Digestivo - Acquaviva delle Fonti - Bari - UNREGISTERED VERSION

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IBD - Morbo di Crohn

Gastroenterologia > Malattie Intestinali > del Tenue

Il Morbo di Crohn è una malattia infiammatoria cronica intestinale ad eziologia sconosciuta, e può colpire, con distribuzione segmentaria (cioè un po' qui ed un po' là, senza continuità), qualsiasi sezione dalla bocca all'ano; più comunemente interessa l'ileo terminale (porzione finale dell'intestino tenue) od il colon; è una Malattia Infiammatoria Cronica Intestinale (MICI) come la rettocolite ulcerosa, ha inoltre tendenza alla familiarità.
Va anche ricordato l'equivalente acronimo inglese IBD (Inflammatory Bowel Disease).
Le lesioni interessano nella maggior parte dei casi la regione ileale o ileo-colon, mentre la zona colon/retto presenta lesioni nel 25% dei casi.Nel 5% dei casi, il Morbo di Crohn può interessare anche la parte alta dell’intestino (esofago, stomaco, duodeno e digiuno).
Le caratteristiche del morbo di Crohn sono le seguenti:

  • Può interessare tutto il tratto Gastro intestinale,

  • Infiltrato infiammatorio transmurale e focale,

  • Possibile formazione di stenosi e/o di fistole,

  • Frequenti le recidive post-chirurgiche.

Nei soggetti tra 15 e 25 anni, l'età più colpita, è la più comune causa organica di dolore addominale ricorrente.
Fattori di rischio del Morbo di Crohn sono l'assunzione di contraccettivi orali ed il fumo di sigarette.

Sintomi Morbo di Crohn
Diarrea cronica intermittente e deficit nutrizionali, Irregolarità dell'alvo, Dolore addominale ricorrente, Dimagramento, Sanguinamento dall'ano, Anemia, Lesioni anali o perianali, Manifestazioni extra-intestinali.

Le cause del morbo di Crohn
sono sconosciute, però è stato dimostrato che le alterazioni da esso provocate derivano da un'inappropriata e continua attivazione del sistema immunitario della mucosa intestinale.
Oggi, sappiamo che l'insorgenza del morbo di Crohn può essere ricondotta a tre fattori interagenti tra loro:
Una
suscettibilità alla malattia determinata geneticamente (si è scoperto che nei pazienti con malattia di Crohn  c'è un gene chiamato NOD2 che è alterato).
Un danneggiamento dei tessuti per una
reazione immunitaria innescata dai batteri della flora del tratto gastrointestinale. Riguardo alla microflora intestinale  si può dire che negli individui sani la mucosa intestinale è in uno stato di infiammazione controllata (fisiologica) attravers la formazione di anticorpi IgA (Immunoglobuline A), che si legano ai microrganismi e rendono facile la loro eliminazione  da parte del sistema immunitario. Nel morbo di Crohn, invece, l'infiammazione non è più controllata e provoca lesioni tissutali.
Vari fattori ambientali; ad es. l'impiego di farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS), che possono provocare delle recrudescenze; il fumo di sigaretta, inoltre, aumenta il rischio di sviluppare la malattia.

I quadri clinici variano a seconda dell'estensione delle lesioni e della loro attività e severità.
Fase iniziale: infiammazione della mucosa e della sottomucosa, diarrea secretoria, malassorbimento,
Fase successiva: approfondamento delle fissurazioni, adesioni tra anse intestinali con formazione di fistole ed ascessi,
Esiti: della infiammazione (flogosi) con fibrosi e restringimento del lume (stenosi), ostacolato transito delle feci e fenomeni occlusivi.

Altre forme di presentazione del Morbo di Crohn sono:

  • Forma infiammatoria: si hanno diarrea e deficit nutrizionali

  • Forma perforante o fistolizzante con diffusione trasmurale del processo infiammatorio: si hanno adesioni delle anse, ascessi e fistole tra intestino e intestino o tra intestino ed altri organi

  • Forma fibro-stenotica: si creano ostacoli al transito del contenuto intestinale con sintomi occlusivi.


Complicanze malattia di Crohn

  • Fistole interne o esterne

  • Sub-ostruzione intestinale

  • Perforazione

  • Ascessi intra-addominali

  • Manifestazioni sistemiche

  • Lesioni anali o perianali


Le fistole possono essere interne cioè tra una parte e l'altra dell'intestino (enteroenteriche), tra intestino e vescica o vie urinarie (enterovescicali,  entero-ureteriche), tra intestino e vagina (enterovaginali) oppure possono essere esterne,   cioè tra intestino e cute (enterocutanee).
Le lesioni anali sono gli ascessi e le fistole perianali.
L'ostruzione intestinale è comune nelle forme ileali e pone indicazione, nel 50% dei casi, ad intervento chirurgico: in genere sono fenomeni subocclusivi (intensi dolori, nausea, vomito, blocco intestinale) che si risolvono con emissione di    abbondante materiale fecale liquido e gas.

Complicanze sistemiche del Morbo di Crohn (cioè generali e di altri organi):

  • oculari (infiammazione dell'iride),

  • cutanee (eritema nodoso, pioderma gangrenoso),

  • articolari (artrite colitica, spondilite anchilosante),

  • epatobiliari (infiammazione delle vie biliari, colangio-carcinoma).


Diagnosi del Morbo Crohn
Lo specialista Gastroenterologo suggerirà indagini di laboratorio sul sangue, esami radiologici ed endoscopici con biopsie: colonscopia con ileoscopia.
La lastra Rx dell'addome, il clisma a doppio contrasto, il pasto opaco con studio seriato del tenue (o clisma del tenue) possono già permettere di fare la diagnosi.
Gli esami endoscopici vanno sempre eseguiti con prelievi bioptici nelle sedi colpite dalla malattia. Bisogna effettuare la ileo-colonscopia, questo esame di imaging permette di valutare l'aspetto delle lesioni: se c'è una lieve infiammazione oppure se vi sono ulcerazioni di varia forma ed il tipico aspetto a selciato.

Terapia del Morbo di Crohn
La terapia del Morbo di Crohn prevede di contenere la flogosi e controllare i sintomi.
La terapia medica in genere è efficace, ma occorre una stretta sorveglianza clinica ed endoscopica.
In casi selezionati sarà necessario il ricorso all'intervento chirurgico.




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