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La città di Acquaviva delle Fonti

Il Professionista

Acquaviva delle Fonti è un comune italiano di 21.233 abitanti della provincia di Bari, in Puglia.
Nome abitanti: acquavivesi
Coordinate: 40°54′0″N 16°51′0″E / 40.9, 16.85Coordinate: 40°54′0″N 16°51′0″E / 40.9, 16.85
Altitudine: 300 m s.l.m.
Superficie: 130,98 km²
Abitanti: 21.233 (2010)
Densità: 162,77 ab./km²
Frazioni: Collone, Curtomartino, Salentino
Comuni contigui: Adelfia, Casamassima, Cassano delle Murge, Gioia del Colle, Sammichele di Bari, Sannicandro di Bari, Santeramo in Colle
CAP: 70021
Pref. telefonico: 080
Codice ISTAT: 072001
Codice catasto: A048
Class. sismica: zona 3 (sismicità bassa)

Santo patrono: Sant'Eustachio, SS. Maria di Costantinopoli
Giorno festivo: 20 maggio, 1° martedì di marzo, 1° martedì di settembre

La cittadina si trova a metà strada tra la riviera adriatica e il golfo di Taranto, ad un'altitudine media di 300 metri sul livello del mare e deve  il suo nome alla grande falda acquifera che scorre nel suo sottosuolo.
È nota per la cipolla rossa  di Acquaviva delle Fonti e l'Ente Ecclesiastico "Ospedale Regionale Francesco Miulli".

Storia
Appartenuta ai normanni, che edificarono il Castello, passò agli svevi, agli angioini e agli aragonesi. Passato al principe di Taranto Giovanni Antonio Orsini Del Balzo, il feudo di Acquaviva fu assegnato in dote nel 1456 alla di lui figlia Caterina   sposa del duca d'Atri Giulio Antonio Acquaviva, assieme ai feudi di Noci, Turi, Conversano Castellana, Bitonto, Bitetto e Gioia. Nel 1499 il feudo di Acquaviva apparteneva alla contea di Conversano. Il marchesato di Acquaviva, assieme alla contea di Gioia,  passato nel 1597 a Giosia  e al di lui figlio Alberto Acquaviva d'Aragona, fu messo in vendita nel 1614 da quest'ultimo per dissesti finanziari.

In tale data in Napoli presso la Regia Camera Sommaria era affisso il bando d'asta con l'apprezzo stimato dai  Regi Tavolari e Acquaviva era così descritta:

"Acquaviva è una terra ricca e populata,1700 fuochi(8.500 abitanti) di sito bellissimo, presenta comodità di negoziare ogli (oli) stando nel cuore della provincia ricchissima di tale frutto. La vicinanza  al mare offre la possibilità di smaltirlo, per Venetia, Ferrara et per altri infiniti luoghi".
La vendita di Acquaviva, assieme a Gioia, avvenne nel 1614 per acquisto da parte di uomo d'affari genovese marchese Paride Pinelli. Nel 1623 alla morte di  quest'ultimo il feudo di Acquaviva e Gioia fu comprato per 216.000 ducati dal genovese marchese di Assigliano Carlo de Mari.
Il nuovo feudatario fissò la sua dimora nel vecchio castello di Acquaviva delle Fonti trasformandolo in uno splendido palazzo  baronale e in seguito alla compera del feudo di Castellaneta per 70.000 ducati, col titolo di principe, iniziò la dinastia de Mari che governò con dispotismo, usurpazioni e sfruttamento il popolo di Acquaviva, Gioia e Castellaneta fino all'abolizione  della feudalità del 1806.

Monumenti e luoghi di interesse:
La Concattedrale di Sant'Eustachio
edificata nel XII secolo dal feudatario normanno Serguglione, fu ristrutturata ed espansa intorno alla seconda metà del Cinquecento dal conte Alberto Acquaviva d'Aragona e conserva oggi lo stile rinascimentale. Le  decorazioni all'interno sono state   eseguite nell'Ottocento.

Palazzo de Mari-Alberotanza
Costruito dal principe Carlo de Mari alla fine del XVII secolo inglobando un torrione del ex castello normanno, il monumentale palazzo fu opera dell'architetto genovese Riccobuono. Presenta sulla facciata principale una triplice balconata balaustrata    sul grandioso portale d'ingresso di gusto napoletano. Particolare successione di maschere apotropaiche sotto il cornicione,presenta una corte interna con loggiato al primo piano e stemma araldico dei principi de Mari. Presenta oltre cento ambienti interni.  Il palazzo passò nel sec. XIX a D.Sante Alberotanza, nobile di Mola di Bari.

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