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Elastografia epatica

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Fibroscan o Elastografia epatica o Elastometria patica

Il fibroscan è una nuova metodica, un nuovo esame diagnostico, non invasivo per misurare la elasticità e quindi, indirettamente, la salute del fegato.
Infatti controllare la salute del fegato con un esame indolore, non invasivo oggi è possibile grazie a questa nuova metodica brevettata da una ditta francese, chiamata Fibroscan, che si sta diffondendo in tutto il mondo.
L’esame permette di tenere sotto controllo l’evoluzione di alcune malattie del fegato, tra cui le epatiti, senza bisogno di ricorrere al prelievo di parte del tessuto dell’organo.
Il Fibroscan non sostituirà la biopsia, ma ne sta fortemente limitando l’uso. L’esame, infatti, non è invasivo come il tradizionale prelievo di tessuto e per l’attrezzatura che impiega ricorda l’ecografia.

In cosa consiste
Il fibroscan quantifica l’entità della fibrosi mediante la tecnica di elastografia ad impulsi. Esso è composto da una sonda ecografica modificata, da un sistema elettronico dedicato e da un'unità di controllo. La sonda contiene un vibratore a bassa frequenza che genera un’onda elastica ed un trasduttore a singolo elemento che ed è usato sia come emittente che come ricevente di US. Mentre l’onda elastica a bassa frequenza e di piccola ampiezza si propaga attraverso l’organo, l’elasticità viene ricavata dalla sua velocità di propagazione.

Il fibroscan valuta la fibrosi del fegato misurandone la sua durezza che viene espressa in chiloPascal (kPa).

Il dispositivo misura la rigidità di una sezione cilindrica di tessuto epatico di 4 cm di lunghezza e di 1 cm di diametro che si trova ad una profondità  di 2.5 cm al di sotto della superficie cutanea. Queste dimensioni sono all’incirca 100 volte maggiori di un campione bioptico standard e dunque più rappresentative dell’intero parenchima, consentendo così di ridurre l’errore  di campionamento.
La sua accuratezza è virtualmente operatore indipendente, il risultato è altamente riproducibile e si presta ad essere ripetuto nel tempo. La sua riproducibilità è risultata eccellente. Si tratta di un test facilmente eseguibile che richiede  5 minuti per effettuare non meno di 10 misurazioni.

Procedura
La misurazione viene effettuata poggiando la sonda, simile a quella ecografica, sul torace in corrispondenza del lobo destro del fegato.sul lobo epatico destro, per via intercostale (può essere molto utile una valutazione ecografica dello spazio intercostale  migliore). Il paziente è digiuno,in posizione supina con il braccio destro in massima estensione sopra la testa. La punta della sonda coperta prima con una goccia di gel  per ecografia viene posta perpendicolarmente alla cute tra due coste in una zona  del fegato libera dalla colecisti e dai grossi vasi e  viene misurata l'elasticità di un cilindro di tessuto epatico di 1 cm di diametro e di 2-4 cm di lunghezza.
Questa sonda emette una vibrazione meccanica che viaggia all’interno del fegato con una velocità diversa a seconda che l’organo sia sano o che ci siano fibrosi e/o cirrosi, che rendono più duri i tessuti.
La sonda è collegata a un computer che calcola la velocità cui le vibrazioni meccaniche raggiungono il fegato e le traduce in un numero, che indica lo stato di salute del fegato.
Il Fibroscan è un esame non invasivo né doloroso, può essere ripetuto frequentemente ed è rapido: in 10-15 minuti fornisce una diagnosi certa. Essendo computerizzato, offre risultati oggettivi, che non dipendono dall’esperienza dell’operatore che lo esegue.
Gli studi eseguiti sinora sulla fibrosi hanno dimostrato che esiste una corrispondenza fra i dati ottenuti con il Fibroscan e quelli riportati con la biopsia, particolarmente nel caso dell’Epatite C, ma tutt’ora sono in corso studi sulla  Epatite B e la Steatosi Epatica.



Chi deve farlo
L’esame può essere prescritto a qualsiasi malato che soffre di una malattia del fegato che comporta un rischio di fibrosi e di cirrosi. Al momento il nuovo esame non è ancora a carico del Servizio Sanitario Nazionale perché si è appena diffuso nel nostro Paese.
In genere deve essere ripetuto 1-2 volte l’anno e, in un prossimo futuro, potrebbe diventare l’esame di routine per chi soffre di una malattia del fegato.

Il fibroscan potrebbe essere usato per la gestione del paziente cirrotico.

Conclusioni
Per stabilire il grado di fibrosi e, eventualmente, fare diagnosi di cirrosi epatica oggi, come ieri, ci si affida ancora molto spesso, soprattutto nei centri non dotati di Fibroscan,  alla biopsia del fegato, in grado di valutare le alterazioni nel tessuto   dell’organo: definire il grado di infiammazione del fegato (indice di attività dell’epatite o grading),  determinare il livello di progressione della malattia, specificando  se si tratta di fibrosi o di cirrosi (staging). Anche se oggi   si utilizzano aghi più piccoli di un tempo, ed una tecnica eco-guidata, la biopsia rimane un esame invasivo, che causa dolore e comporta al paziente un ricovero in Day Hospital. Per questo  la tecnica non può essere ripetuta spesso. C’è   da considerare, inoltre, che nell’affidabilità dei risultati della biopsia del fegato è fondamentale anche l’esperienza del patologo che analizza il reperto istologico.

Quindi il  Fibroscan rispetto alla biopsia ha i seguenti vantaggi:
non è invasivo, né doloroso, ma ugualmente affidabile
può essere ripetuto frequentemente
offre risultati oggettivi, che non dipendono dall’esperienza dell’operatore che lo esegue ma da un computer
è rapido: in 15 minuti fornisce una diagnosi certa.

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